Il cuore dell’uomo è un luogo strano, vi albergano i sentimenti più arditi e la meschinità più sordida.
Per anni si prepara alla battaglia, si sente pronto, il coraggio dà l’impronta ad ogni suo pensiero.
Ma quando la pugna si scatena intorno a lui, la paura può prendere il sopravvento e la virtù e il sacrificio vengono schiacciati dalla bassezza e dall’egoismo.
In quei momenti l’istinto alla conservazione supera di molto la preoccupazione per chi ci sta intorno e finiamo per fuggire ai nostri doveri come non avremmo mai pensato di fare.
La forza di volontà schiacciata a morte dalla paura.
Questo fu quel che mi accadde quel giorno.
Per lungo tempo avevo studiato magia, incantesimi di protezione e contrattacco, avevo immaginato combattimenti contro creature mostruose. Mi sentivo pronto alle battaglie più sanguinose.
Ma niente neanche nei miei sogni più spaventosi avevo immaginato un tale terrore.
La nuvola che aveva oscurato il sole e che ora era visibile dalle mie finestre era formata da migliaia di creature alate.
Demoni come per secoli l’iconografia cristiana li aveva descritti. Neri come la notte più buia, il corpo ricoperto da peli ispidi e lunghi come una pelliccia. Avevano gambe come di caprone con zoccoli grandi e duri e di capra erano pure le corna, lunghe e ricurve che spuntavano dal capo.
Le ali sulle spalle erano invece glabre e secche come quelle di un pipistrello.
Il loro numero era incalcolabile, calavano sul parco come le locuste e al loro passaggio avizziva l’erba e gli alberi rinsecchivano.
Erano troppi per me solo. Sapevo che avrei potuto lanciare qualche incantesimo protettivo e salvare qualche vita, ma io sarei rimasto inerme a subire la loro ira e i mio cuore pavido non resistette.
Fuggii portando con me tutti coloro che incontravo e mi diressi verso il vano ascensori.
Sapevo che di lì a poco i demoni sarebbero entrati uccidendo e torturando chiunque avessero incontrato, ma sapevo anche che non avevano idea della tecnologia moderna e che quindi avrebbero lasciato in pace l’impianto elettrico e che non sarebbero stati in grado di trovare delle persone in un ascensore fermo tra due piani.
Restammo là, a guardarci, stipati come gli ebrei nei treni della morte, senza neanche il coraggio di aprire per far entrare l’aria.
Ci guardavamo in faccia cercando un sostegno, ma trovavamo solo paura negli occhi dei nostri vicini.
Dall’esterno venivano urla umane e grida demoniache e rumori di morte e devastazione.
Quando un silenzio innaturale calò sul parco ci decidemmo ad aprire le porte, solo un istante per poter respirare e restammo ancora a lungo dentro aprendo di tanto in tanto finché non sembrò tutto finito.
Sapevo che i demoni non erano usciti dal parco perché l’edificio dieci, la torre all’ingresso del parco formava una potente barriera protettiva e aveva formato i demoni.
Non posso e non voglio descrivervi quello che ci aspettò quando uscimmo.
Sappiate soltanto che pochi di noi non impazzirono quel giorno.
Io sentivo dentro di me la colpa per ognuna di quelle morti e volevo vendicarle e liberarmi dal rimorso. Solo questo mi impedì di impazzire a mia volta.
Mi si formò una certezza nell’animo e sapevo che quella volta non avrei indietreggiato davanti al sacrificio più estremo.
Avrei cercato il vero responsabile di quelle morti e l’avrei punito per tutte le atrocità che aveva scatenato.
l’attesa è logorante!!! Anticipa il finale!!! F.
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è__é
No, venerdì!!!
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Proposta: "la paranza del venerdì", in cui racconti l’episodio + particolare avuto dal venerdì prima…
Ryo.
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Lascio ancora un po’ di tempo e poi dichiaro vincitrice la paranza del venerdì!
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io proporrei la rubrica delle vocine che danno consigli sul w.e. per esempio su come rimorchiare… quale è l’abbigliamento di tendenza… cibo e sesso…!
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Carina anche questa!
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..le classiche cose: che alcolici abbinare agli psicofarmaci, in base a colore, effetto o nome; gli undici motivi per farlo sul bancone di una bettola, umido di tequila e ricoperto di vetri; quante frustate prima dell’orgasmo e quante ne prende se lui viene troppo presto (N.d.r. ogni riferimento a fatti, strafatti e strafughe è puramente casual quanto i miei jeans in microfibra e procione); cosa fare se lui vi ammanetta e lei si scorda le chiavi dal carrozziere.. oppure indici una gara di torte di mele…
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UNA GARA DI TORTE DI MELE?
O_O
Non ti sembra di esagerare?
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