La favola della Strega Acida dell’Autunno 2
Avevamo lasciato la Strega Acida dell’Autunno chiusa nella gabbia, alle prese con le perfide Vocine Troll.
Quel che né la megera, né voi piccoli lettori sapevate è che nel frattempo al castello della Strega c’era stato un colpo di stato.
Al posto della legittima e acida governante si era insediato il terribile Elfo Zuccheroso della Melassa, portatore di buoni sentimenti e di cuoricini.
Il nuovo governo era molto diverso da quello della Strega: mentre la vecchia megera teneva tutti a stecchetto e accumulava tesori immensi, l’Elfo era generoso e amichevole.
Tutti i giorni i vassalli si vedevano cadere addosso una pioggia di caramelle e dolcini, mentre prima al massimo sarebbe arrivato un temporale.
Con l’Elfo zuccheroso il sole splendeva tutto l’anno e i fiori sbocciavano di continuo, tanto che il suono dei miliardi di petali che si aprivano era quasi assordante.

Ma non tutti erano contenti, le api per esempio, poiché la richiesta di miele nel regno era aumentata, l’Elfo le costringeva a una produzione continua, molto al di sopra dell’orario sindacale.
I giornali locali non lo dicevano, ma in realtà aveva rapito le regine di tutti gli alveari e ricattava le operaie perché aumentassero la produzione.
Furono proprio le api a liberare la Strega Acida, salvandola dalla sua prigione.
In realtà c’era anche un manipolo di mercenari russi pagati dalle regine, ma per la questura non c’erano.
Così nel regno della Strega Acida dell’Autunno tornarono l’ordine e la pioggia.
Il popolo non fu molto contento del cambio, ma il manipolo di mercenari contribuì all’ordine di cui sopra.
Neanche le api furono soddisfatte alla fine, infatti le loro regine, attratte dai maggiori guadagni ottenuti in quel periodo dall’elfo, costrinsero le operaie a mantenere la superproduzione.
La morale della favola è: mangiare molti dolci fa venire la carie e stanca le api operaie.
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Emma Woodhouse Risposta:
novembre 5th, 2009 alle 10:28
@R.Daneel, no, certo tu none ri tra i mercenari.
Non eri neanche lì.
Non hai neppure comandato l’assalto alle vocine.
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