Ma voi potreste?

2009
05.19

Sempre più futurista, ho rispolverato Majakovskij, devo dire che l’ho apprezzato più delle altre volte, sarà l’età che mi predispone alla poesia.

Ma voi potreste?
Ad un tratto impiastricciai la mappa dei giorni prosaici,
dopo aver schizzato tinta da un bicchiere,
e mostrai su un piatto di gelatina
gli zigomi sghembi dell’oceano.
Sulla squama di un pesce di latta
lessi gli appelli di nuove labbra.
Ma voi
potreste
eseguire un notturno
su un flauto di grondaie?

Vladimir Majakovskij (1913)

Ringrazio Chris per avermi regalato queste poesie, tanto tempo fa.

PS: non so se a voi capita di dire alcune frasi del tutto comuni, sentendole come citazioni. A me “tanto tempo fa”, messo alla fine di una frase, ricorda la flastrocca che cantano i bambini sopra il cannone all’incipit di Kim di Kipling.

PPS: questo post ha raggiunto un’altezza eccessiva, devo rimediare con qualcosa di basso e triviale: cacca.
Majakovskij stesso avrebbe apprezzato, credo.

19 Responses to “Ma voi potreste?”

  1. Max scrive:

    Dev’essere amico di Le luci della centrale elettrica

    [Rispondi]

  2. Emma Woodhouse scrive:

    Ah, non lo conoscevo, sì sicuramente si è ispirato al futurismo e al mio amato S.Elia con le sue centrali elettriche.

    [Rispondi]

  3. christian scrive:

    Mi piace molto questo tuo ritorno al grande Vladimir e al mio regalo/suggerimento. Non posso esimermi allora dal contribuire, con “La blusa del bellimbusto”…

    Io mi cucirò neri calzoni
    del velluto della mia voce.
    E una gialla blusa di tre tese di tramonto.
    Per il Nevskij del mondo, per le sue strisce levigate
    andrò girellando col passo di Don Giovanni e di bellimbusto.

    Gridi pure la terra rammollita nella quiete:
    “Tu vieni a violentare le verdi primavere!”
    Sfiderò il sole con un sogghigno arrogante:
    “Sul liscio asfalto mi piace biascicar le parole!”.

    Sarà forse perché il cielo è azzurro
    e la terra mia amante in questa nettezza festiva,
    che io vi dono dei versi allegri come ninnoli,
    aguzzi e necessari come stuzzicadenti.

    Donne che amate la mia carne e tu, ragazza
    che mi guardi come un fratello,
    coprite me, poeta, di sorrisi:
    li cucirò come fiori sulla mia blusa di bellimbusto.

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  4. Emma Woodhouse scrive:

    Bellissima grazie!
    Ti guarderò come un fratello!

    [Rispondi]

  5. christian scrive:

    Pero’ io la blusa non ce l’ho! ;)

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  6. Emma Woodhouse scrive:

    ummm… questo è un grave problema… un pastrano?

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  7. christian scrive:

    Mi vedi cosi’ bellimbusto? macche’ pastrano, con questo caldo…

    [Rispondi]

  8. musicology scrive:

    io apprezzo…

    [Rispondi]

  9. Emma Woodhouse scrive:

    Cosa apprezzi, la poesia o la cacca finale?

    [Rispondi]

  10. christian scrive:

    per una consulenza sulla cacca, vi consiglio il famoso strolago di Brozzi…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sesto_Caio_Baccelli

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  11. Emma Woodhouse scrive:

    Secondo me queste voci su wikipedia le inserisci tu.

    [Rispondi]

  12. Emma Woodhouse scrive:

    Adoro questa stima totale e incondizionata. ^__^

    [Rispondi]

  13. christian scrive:

    Come ignorare un monumento come il Sesto Caio Baccelli? tra l’altro l’omonimo libercolo si trova sempre in edicola, ad uso dei contadini in particolare!

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  14. Emma Woodhouse scrive:

    Col titolo: come coltivare i medesimiP.

    * bacelli, termine toscano per fave.

    [Rispondi]

  15. Emma Woodhouse scrive:

    Ecco questo è un esempio dello stress da *dialetto* toscano a cui sono sottoposta ;-)
    Ogni parola dialettale che tirano fuori, la trovi sul vocabolario.
    A scallonis!!! (che non c’è sul Garzanti)

    [Rispondi]

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